Anche se non voglio (SM/RW, C, regular, next generation)

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Anche se non voglio (SM/RW, C, regular, next generation)

Postby Encia on Mar 6th, '09, 15:33

Forse era perché era venerdì, ma era davvero esausta, e una settimana come quella l’aveva resa nervosa a livelli impossibili. Era sempre irritabile e scontrosa, e l’unico che riusciva a sopportarla era Al, che le era sempre vicino. Menomale che mancava ancora solo un’ora di lezione e poi per quella settimana sarebbe finito lo stress.

“Bene, oggi vi riconsegno i compiti ragazzi” disse la professoressa Greengrass passando attraverso i banchi e riconsegnando gli elaborati agli allievi.
“I soliti sono andati molto bene” disse compiaciuta posando su due banchi i compiti dei rispettivi proprietari. “Malfoy e Weasley, come al solito”
Rose guardò il proprio compito sul quale campeggiava una bella A. Poi sbirciò quello di Malfoy e anche sul suo vide una A. Questo la irritava parecchio: in qualche modo, quel teppistello riusciva quasi sempre ad eguagliare i suoi splendidi risultati scolastici.
“Però, nessuno ha risposto alla domanda 24. Come si traduce la parola ‘alba’?”
La mano di Malfoy scattò in aria contemporaneamente alla sua, ma la professoressa Greengrass disse: “Sentiamo, allora, Scorpius…”
La risposta fu, ovviamente, corretta.
“Ottimo, credo proprio che dovrò aggiungere un + alla tua A”.
Rose fumava di rabbia, il suo colorito era improvvisamente diventato di un rosso accesso.
“Maledetto idiota” mormorò a denti stretti.
“Dai, Rose…” disse Al per cercare di calmarla. Ma lei lo fulminò con lo sguardo.
Scorpius Malfoy guardò Rose con aria di sfida e superiorità. Ma mentre guardava il viso accaldato della ragazza, altri pensieri affollarono la sua mente.
Dannazione… Scorpius smettila… ma non posso negare che le guancie arrossate le donano parecchio… chissà se diventano di quel colore anche quando è assorta in altre attività… È davvero sexy… Idiota! Smettila!

Rose raccolse le sue cose non appena la lezione fu terminata e uscì dall’aula come una furia. Al cercò di trotterellarle dietro per seguirla, ma appena ebbe varcato la porta si sentì chiamare da Anna MacMillan, la sua ragazza.
“Rose, scusa, Anna mi chiama, ci vediamo dopo…”
“D’accordo…” borbottò lei mentre si dirigeva verso la torre di Grifondoro ancora cupa in viso.
Girò un angolo e trovò ad attenderla Scorpius.
“Ti ho battuta stavolta, eh, Weasley?”
“Lasciami in pace” disse lei guardandolo dritto negli occhi e sollevando il mento con aria di sfida.
“Altrimenti? Mi farai una maledizione? Uhh che paura!”
“Malfoy, levati di torno, non è il momento!”
“Non sarai mica così scontrosa solo perché ho preso un voto più alto del tuo?!”
“Sei un vero idiota!” sbottò Rose. “La professoressa Greengrass è tua zia! E’ logico che ti favorisse!”
“O forse, la tua intelligentissima madre mezzosangue non ti ha insegnato abbastanza, stavolta eh?”
“Come ti permetti?” gridò Rose. E una mano si alzò per colpire il viso di Scorpius Malfoy con uno schiaffo.

Ma il contatto non ci fu mai, perché Scorpius le prese il polso e fermò il colpo diretto alla sua faccia. La strinse molto forte e Rose sentì una fitta di dolore. Non voleva dargli la soddisfazione di fargli vedere che le stava facendo male, ma Scorpius cominciò a farla indietreggiare fino a farle appoggiare la schiena al muro.
“Lasciami subito” ringhiò Rose tra i denti.
Per tutta risposta Malfoy le bloccò anche l’altro braccio e con un rapido movimento portò le sue labbra a scontrarsi con quelle di Rose.
Lei si divincolò e fece di tutto per resistergli, ma sentì uno sconosciuto calore invaderle lo stomaco e si ritrovò a rispondere al bacio come mai le era accaduto prima.
“E’ così che mi piacciono” disse Scorpius a corto di fiato quando staccò le labbra dalle sue “Selvagge e calde” e se ne andò lasciandola frastornata e incredula.
Rose sentì qualcuno che urlava “Malfoy, cosa diavolo credi di fare?!” e si riscosse dalla sua trance per vedere Albus davvero arrabbiato che correva verso di lei imprecando contro Malfoy, che ormai era sparito.
“Rose! Rosie cosa ti ha fatto?!!” disse Al scrollandola per le spalle.
Rose incontrò finalmente il suo sguardo e le gote le si tinsero di nuovo di un colore rosso vivo. Abbassò lo sguardo, incapace di sostenere quello preoccupato del cugino.
“Dannato stronzo” mormorò lui. “Ma aspetta che lo sappia tuo padre-”
“No!” lo interruppe Rose all’improvviso. “Al, mi devi promettere che non lo dirai mai a nessuno!”
“Ma Rose! Malfoy ha approfittato di te!” Rose abbassò nuovamente lo sguardo, tanto che Al fu costretto a sollevarle il mento per guardarla negli occhi.
“Quel bastardo ti ha baciata contro la tua-” ma all’improvviso fu attraversato da un atroce sospetto e il suo tono divenne incerto e dubbioso “volontà?”
“Ho risposto” disse Rose a voce bassissima.
“Cosa?!”
“Ho risposto al bacio!” sbottò la ragazza e guardò un’espressione indignata dipingersi sulla faccia del cugino.
“Ma Rose…” protestò lui debolmente.
“Non so che mi è preso Al. Quell’uomo mi fa uscire di senno” disse lei ora molto agitata. “Ma mi devi promettere che non dirai mai a nessuno quello che è successo”
“I… Io…”
“Promettilo Al!” disse lei e lo guardò dritta negli occhi. Una promessa fatta tra loro aveva un valore molto speciale per entrambi.

“Avanti, fifone!”disse Rosie ridendo. “E’ solo un minuscolo taglietto”
“E va bene” disse Al allungando il braccio e chiudendo gli occhi. “Ma fai presto”
Rose prese un piccolo coltellino e fece un taglietto sul palmo della mano di Al. Attese che una goccia di sangue sgorgasse e poi appoggiò il suo palmo già tagliato a quello del cugino e pronunciò la formula con aria solenne.
“Che il mio sangue si mischi al tuo. Che la mia vita si leghi alla tua. Che tra noi possa esserci sempre armonia. Io sarò con te. Tu sarai con me. Sempre. Fratelli fino al prossimo risorgere di Merlino”.
Entrambi aprirono gli occhi e Rose gli fece un dolce sorriso. “Ecco fatto” disse allegra. “Ora non siamo solo cugini Al, ma anche fratelli di sangue. Avanti, prometti anche tu”.
Lui la guardò negli occhi e disse: “Prometto che per te ci sarò sempre. E tu per me. Ti appoggerò e ti sosterrò ogni volta che ne avrai bisogno. E tu con me. Fratelli”.
Soddisfatta, Rose annuì e abbracciò stretto il cugino.


“D’accordo. Ma Rose, non è una cosa giusta… Conosci le regole di tuo padre… Mai con un Malfoy! Pensa a come la prenderebbe se venisse a saperlo”
“Per questo non devi dirlo a nessuno” concluse lei e nei suoi occhi c’era una vaga aria di stupore.
****
Che dannato guaio. Ma cosa gli è saltato in mente a Malfoy? Se papà lo scoprisse probabilmente mi farebbe ritirare da scuola… Io sono davvero furiosa con quel cretino… Mi sento ribollire dentro ogni volta che penso a quello che è successo… E non me ne importa niente se non mi rivolge la parola da due giorni… Niente!

Rose non faceva che tormentarsi con pensieri del genere. Decise di schiarirsi le idee andando a fare una passeggiata. Uscì dal castello e fu subito colpita da una raffica di vento gelido. Si alzò il bavero del mantello e proseguì verso il ponte. Non appena l’ebbe percorso tutto, sentì delle voci agitate arrivarle da un punto sotto un albero vicino al lago. Si diresse velocemente da quella parte e vide una testa di capelli biondi confabulare con un ragazzino molto più piccolo.
“Finnigan, vedo che hai preso l’abilità di tuo padre a far esplodere le cose, vero? Be’, sai, il calderone che era accanto al tuo quando hai fatto scoppiare la tua pozione, appartiene a me. Era della mia famiglia da molte generazioni. Credo che ti costerà parecchio ripagarlo”
“Malfoy!” esclamò Rose ardente di rabbia. “Lascialo in pace! Perché non te la prendi con qualcuno alla tua altezza?”
“Oh oh, guarda chi c’è! GattinaFeroceWeasley!”
Rose arrossì ancora di più a quell’epiteto.
“Ewan, torna al castello. Me la vedo io con Malfoy” disse gentilmente al bambino spaventato.
“E sentiamo un po’, cosa vorresti farmi?” disse Scorpius non appena il bimbetto si fu allontanato.
Rose lo guardava con gli occhi ridotti a fessure.
“Be’, se non sai cosa dire, potrei suggerirti un paio di idee…” continuò Scorpius avvicinandosi a lei.
“Stai lontano da me, Malfoy! Non ti è bastato quello che è successo nel corridoio?” disse lei senza indietreggiare e trovandosi così con il viso di Scorpius a pochi centimetri dal suo.
“No, direi proprio di no…” disse lui e le prese il viso con le mani posando nuovamente le labbra sulle sue. Rose questa volta non tentò neppure di resistere ma sentì le sue braccia agire di loro volontà e portarsi intorno alla vita di lui.
Quando Scorpius interruppe il bacio le scostò una ciocca di capelli rossi e ricci dalla guancia, vi posò un piccolo bacio e le sussurrò all’orecchio: “Ora non dirmi che non lo vuoi anche tu”.
E poi, di nuovo, la lasciò lì, da sola, completamente frastornata dal calore che sentiva nel petto e dai pensieri sconnessi che le ronzavano in testa.

***

“Rose! Si può sapere che diavolo ti prende?!”
Rose sobbalzò e guardò il viso arrabbiato del cugino.
“Scusa Jamie, mi sono distratta…”
“Sì, questo lo avevo notato. Comunque. Dobbiamo vincere questa partita contro Tassorosso. Siamo più forti, non c’è dubbio. Ma se vogliamo vincere la Coppa, dobbiamo restare concentrati. E’ chiaro?!”
“Sì!” rispose la squadra in coro. Uscirono dagli spogliatoi e inforcarono le scope. Si alzarono in volo e la partita ebbe inizio. Rose cercò di concentrarsi quanto più possibile sulla Pluffa e di segnare tutte le volte che se ne presentava l’occasione. Le riuscì bene, per un certo periodo di tempo. Segno cinque gol e portò la squadra a una distanza di sicurezza dal recupero di Tassorosso. Ma poi, si trovò a volare dalle parti delle gradinate di Serpeverde e sentì all’improvviso qualcuno che la chiamava per cognome. Si girò repentinamente e scorse Scorpius Malfoy che le fece un piccolo cenno con la mano e le strizzò l’occhio. Questo bastò a farle perdere la concentrazione e a non notare il Bolide che si stava dirigendo verso di lei. Si girò all’ultimo momento e se non fosse stato per il suo istinto che la fece scartare di lato in una frazione di secondo sarebbe certamente caduta dalla scopa. Imprecando a denti stretti contro Malfoy e il potere che sembrava avere su di lei, tornò alla partita, più determinata che mai a vincerla.

La squadra andò negli spogliatoi festeggiando la vittoria. Ci furono sorrisi e pacche sulle spalle, Rose ricevette anche i complimenti da parte di James. Andò a fare la doccia con un senso di soddisfazione e, più nascosto dentro di lei, uno di preoccupazione. Era riuscita a concentrarsi completamente sulla partita finchè non aveva visto il viso di Scorpius Malfoy… Ma insomma, che diavolo le prendeva? Possibile che Malfoy dovesse farle quell’effetto? D’accordo, l’aveva baciata. Due volte. Quindi forse anche lei non gli era indifferente. Ma per merlino, era Malfoy! Suo padre avrebbe avuto un attacco di cuore, ne era certa. Ma un’altra certezza andava insinuandosi dentro di lei. Scorpius Malfoy la faceva impazzire. Nel bene e nel male. Era attratta da lui, questo era innegabile. Le due volte che si erano baciati il suo cuore aveva quasi smesso di battere e si era ritrovata senza fiato. Non le era mai successo prima. Possibile che si stesse innamorando? Il solo pensiero le metteva addosso una tale ansia…

Finì di lavarsi e si rivestì in fretta, ansiosa di raggiungere gli altri alla torre per la festa e dimenticare anche solo di aver pensato che poteva essere innamorata di Scorpius Malfoy. Uscì in fretta dallo spogliatoio ormai vuoto, non si asciugò nemmeno i capelli ma corse fuori con il mantello in mano.
Appena uscì dalla porta dello spogliatoio si fermò imprecando, aveva dimenticato il manico di scopa.
Dietro di lei udì una voce nota.
“Weasley, non ti vergogni ad usare questo linguaggio?” Le si gelò il sangue nelle vene. Si girò senza fiato e vide la figura di Scorpius che si avvicinava. I suoi capelli ancora bagnati emettevano vapore e alcune gocce indugiavano sul suo viso. Scorpius alzò una mano e fece per asciugarne una, ma si bloccò a mezz’aria.
La guardò dritta negli occhi e disse “Non può continuare così”
Lei aprì la bocca ma non ne uscì alcun suono.
“Tu sei una Weasley. Io un Malfoy. I nostri padri ci ucciderebbero.”
“Io…” disse lei ingoiando un groppo. “Lo so…”
Lui non potè resistere oltre e la baciò, profondamente.
“Io non posso volerti…” le sussurrò.
“E io non voglio volerti… questo non toglie il fatto che ti voglio lo stesso” disse Rose mentre sentiva una fastidiosa lacrima pungerle un occhio e cercò di non farla scendere.
Si baciarono di nuovo. Scorpius la spinse contro la parete degli spogliatoi, le baciò le labbra, il collo, la spalla. Le diede un piccolo morso e lei si lasciò sfuggire un gemito. Lui iniziò a slacciare i bottoni del suo maglioncino e lei si scoprì a volere che lui non si fermasse.
“Rose!” disse improvvisamente una voce scandalizzata.
Si separarono immediatamente, Rose si chiuse il maglioncino e Scorpius si passò una mano tra i capelli, distogliendo lo sguardo.
“Al…” disse lei a voce molto bassa.
Lui la prese per un braccio e cominciò a tirarla verso il castello senza dire una parola.
“Aspetta, Al! Non è come sembra!” disse Rose girandosi un’ultima volta a guardare Malfoy.
“Ci vediamo, Weasley” le urlò dietro lui.
Al se la trascinò dietro finchè non ebbero raggiunto un’aula vuota.
“Rose, la situazione si sta facendo preoccupante. Non posso più far finta di niente. E se ti avesse vista qualcun altro?”
“Non lo dirai a nessuno vero? Ti prego Al! Ricordati, hai promesso!”
“E’ una cosa malsana Rose! Non puoi scomparire per stare a pomiciare con Malfoy! E’ rivoltante!”
“No! Al, ti prego io…”
Lui roteò gli occhi e non la lasciò finire ma si allontanò per raggiungere gli altri.

***

Erano finite le vacanze natalizie e per la prima volta Rose non era tornata a casa. Albus invece sì, ma quando era tornato, qualcuno lo aveva accompagnato.
“Al, che ci fa tuo padre qui?” chiese lei guardandolo con sospetto.
“Rose, ho dovuto dirglielo! Zio Ron ha iniziato a fare domande sul perché non eri tornata, sul perché ti si è abbassata la media… Stavo per dirglielo ma poi sono riuscito a trattenermi. Però poi è venuto papà a parlarmi e…”
“Al, avevi promesso!”
“Mi spiace…”
“Rose, possiamo scambiare due parole?”
“Oh, ciao zio Harry” disse lei lanciando un’occhiataccia ad Al.
Lo zio le mise una mano sulla spalla e la guidò verso un’aula vuota.
“Al mi ha detto tutto. Si è approfittato di te? Ha abusato di te? In questo caso io potrei andare direttamente dal-”
“No. No zio Harry, aspetta. Non ha fatto niente che non volessi anche io. Non so come sia accaduto, all’inizio credevo che volesse solo usarmi, prendermi in giro… ma ora… Zio Harry, credo di essere innamorata di lui” disse Rose arrossendo.
Harry emise un grande sospiro.
“Sai cosa significa questo, vero?”
“Sì. Che dovrò dirlo a papà”
“Rose, devo partire oggi stesso. Ma ti prometto che appena torno ti aiuterò a dirlo a tuo padre”
“Grazie, zio Harry. E speriamo che tu sia più bravo di Al a mantenere le promesse”.


FINE.
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